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Anna Netrebko

The reigning prima donna of the 21st century, Anna Netrebko has redefined what it means to be an opera star, becoming perhaps the most celebrated soprano in the world. In live performance and on award-winning recordings, her portrayals of opera’s most iconic heroines have already made an indelible mark. Now, as she ventures into bolder, more dramatic repertoire, she continues to reach new heights. From singing at the opening ceremony of the 2014 Winter Olympics to becoming the first classical artist named to TIME magazine’s list of the world’s 100 most influential people, Anna serves as opera’s leading global ambassador and is widely recognized as one of today’s most compelling, committed performing artists in any genre. Offstage, on social media, she shares her infectious joie de vivre – along with her love of family, fashion, and food – inspiring people to live their most colorful lives and to celebrate what makes them unique.

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  • 31.03.2017 - La Stampa: Netrebko canta «Traviata»: caccia al biglietto, ovazioni e un urlo: «Sei stupenda!»

  • "Il divismo è vivo e canta insieme a noi. Per fortuna. Il clamoroso ritorno alla Scala di Anna Netrebko, la primadonna più «prima» del momento, per tre esauritissime recite di «Traviata», dimostra che lo spettacolo in generale e l'opera in particolare hanno bisogno di grandi personalità, grandi voci, grandi figure, carismatici mostri (nel senso etimologico, «monstrum», prodigio, portento) sacri o magari anche da dissacrare. Non è un mestiere per ragionieri, con tutto il rispetto dei ragionieri che pure una qualche utilità l'hanno. «Quest'arte non patisce la mediocrità», già scriveva del canto Giulio Caccini quando l'opera era appena stata inventata, e non è che la situazione sia cambiata.

    Naturalmente, ci vogliono divi che siano davvero divi, non che lo facciano. I capricci non bastano (e poi stufano prestissimo), la popolarità neppure, le foto spiritose sui social nemmeno. Alla fine si finisce sempre lì, sul palcoscenico, dove barare è difficile ma non impossibile, qualche volta; sempre, no. Anna bella in «Traviata» ha un concorrente pericoloso: sé stessa. Fu Violetta che la rivelò, nel 2005 a Salisburgo. Dieci anni e molte opere dopo, con una voce che nel frattempo sta a quella di allora come una portaerei a una torpediniera, la Violetta della Netrebko è diversa, magari meno fresca, di certo più consapevole, più donna e meno ragazza, ma sempre travolgente. Il primo atto, teoricamente per lei oggi il meno facile, lo dimostra. Non è solo intatto lo scatto del «Sempre libera»; colpiscono soprattutto le agilità"

    Alberto Mattioli (La Stampa)

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